Il nome "Valcastagno" fu inventato il secolo scorso dal marchese Alberto Nembrini Gonzaga, proprietario della villa per gran parte del '900, per denominare affettuosamente la dimora ricca di ippocastani, anche nota come "Villa Virginia". Oggigiorno il toponomastico "Valcastagno" viene adottato anche dall'amministrazione comunale per denominare la lunga via che nel Comune di Numana va dagli Svarchi verso il Coppo di Sirolo.
"La villa venne edificata nel primo trentennio del XVIII secolo dalla famiglia Palunci, nobili ragusei inurbatisi in Ancona alla fine del ‘500; con la loro estinzione passò poi, per legami di parentela, alla famiglia Ferretti una cui figlia, Maria, andò in sposa ad un Nembrini Gonzaga, casato che detiene la proprietà da alcuni secoli.
Al pari di altre famiglie “estere” i Nembrini (cittadini di Nembro, nel bergamasco) furono chiamati ad Ancona alla fine del Cinquecento dal Papa per arginare lo strapotere degli israeliti nel campo della seta. Il titolo di Marchese fu loro conferito dal Duca di Mantova per i servigi resi e così l’appellativo di Gonzaga, supportato anche da unioni familiari.
Da inventari settecenteschi esistenti presso l’archivio familiare è possibile ricostruire esattamente la primitiva pianta architettonica dell’edificio che ha subito rilevanti mutamenti sia nella seconda metà dell’Ottocento, per opera di Alessandro, sia in epoca più recente, rimanendo infatti solo la cappella e il complesso della corte agricola circostante."
La villa fu anche al centro delle vicende della seconda guerra mondiale, fornendo rifugio ai numerosi ebrei che fra le sue mura e nei suoi sotterranei trovarono la salvezza per opera di Alberto ed accogliendo le truppe polacche impegnate nella cruenta battaglia di Montefreddo.

